Due anni fa la scomparsa dell’attrice comica

Dalla Signorina Carlo, alla sessuologa Merope Generosa, dalla Sora Flora alla Sora Ines. Anna Marchesini era tante donne, racchiuse in un volto unico che tra caricature e frasi irriverenti e dissacranti, sapeva conquistare al primo sguardo. L’attrice comica, regina delle imitazioni e donna poliedrica dalle mille sfaccettature, ha lasciato un vuoto assoluto nel suo pubblico. Prima allontanandosi dal palcoscenico per quell’artrite reumatoide che l’ha divorata, fino alla sua scomparsa, il 30 luglio di due anni fa. Quel giorno di luglio in cui calava il sipario su questa interprete straordinaria delle maschere e delle verità della nostra Italia, c’era poco da sorridere. Lei che in un modo straordinario ha vestito i panni di attrici, studiose, sessuologhe e parti femminili cucite addosso senza imperfezioni.

E se nei panni della telegiornalista del tg1 si rivolgeva ai telespettatori con una domanda assillante: “Secondo voi sono una che ci sta al primo colpo?”, in quelli della fata turchina Lollo, il tormentone era: “Sì sono la fata turchina, ti ho sentito piangere e mi sono scapecollata qua”. E “Dai che ti ridai, e dai che ti ridai”, altra sua celebre espressione di successo, nella sua carriera Anna Marchesini ha interpretato oltre un centinaio di personaggi. Come ‘solista’ che sapeva correre da sola, ma anche fondendosi alla perfezione nella comicità del mitico Trio Marchesini, Lopez e Solenghi, con cui aveva debuttato nell’82, su Radio 2 col programma radiofonico ‘Helzapoppin’. Tre anni dopo, con le quaranta puntate di ‘Domenica in’ nel 1985/1986, il Trio era stato premiato come rivelazione dell’Anno.

Dal teatro alla tv nell’amato Trio Marchesini Lopez Solenghi

Originaria di Orvieto, classe ’53, nel 1976 la Marchesini era entrata all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico diplomandosi come attrice di prosa. Ancora allieva all’accademia, aveva esordito nello spettacolo ‘Il borghese gentiluomo’ di Molière. Nel ’79 era entrata nella compagnia teatrale al Piccolo di Milano. Tre anni dopo aveva incontrato per la prima volta Tullio Solenghi, lavorando con lui in un programma svizzero per italiani. L’attrice era impegnata anche in un’intensa attività nel campo del doppiaggio, che durante la sua carriera ritroverà in varie occasioni. Era stata infatti doppiatrice di Judy Garland ne ‘Il mago di Oz’, nonché di numerosi ruoli in cartoni animati trasmessi nei primi anni Ottanta. Proprio in quell’ambiente aveva incontrato Massimo Lopez, entrambi alle voci dei protagonisti della serie animata ‘Supercar Gattiger’. Da allora era iniziata l’avventura del premiato Trio.

Prima la grande fama acquisita con ‘Domenica In’. Poi ‘Fantastico 7’, programma grazie al quale erano diventati noti a livello mondiale per uno sketch considerato offensivo nei confronti della madre di Ruhollah Khomeyni. Malgrado l’imbarazzo internazionale, questo varrà loro la partecipazione a spettacoli Oltreoceano, al Lincoln Center di New York e a Buenos Aires. Il grande impatto sul pubblico e il loro talento comico li aveva così lanciati sul palco dell’Ariston di Sanremo per ben tre volte, dall’86 all’89. E ancora, il culmine della fama nel ’90, con ‘I promessi sposi‘, rilettura parodistica dell’omonimo romanzo manzoniano, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate, con ascolti pazzeschi che avevano sfiorato i 17 milioni. Poi nel ’94, lo scioglimento del Trio, a cui era seguita una breve collaborazione Solenghi-Marchesini interrotta l’anno dopo. Fu la fine di un boom di comicità durato più di dieci anni.

Dal Trio alla carriera da ‘solista’ di Anna Marchesini

Anna Marchesini era tornata in tv da solista. Nel ’98, in trasmissioni quali ‘Quelli che il calcio’ e ‘La posta del cuore’. Lo strepitoso rinato successo l’aveva vista ancora a Sanremo, al fianco di Fabio Fazio, interpretando personaggi come Rita Levi Montalcini e Gina Lollobrigida. Nel 2000, la pubblicazione del libro ‘Che siccome che sono cecata’ (motto caratteristico di uno dei suoi personaggi più conosciuti, la signorina Carlo), avvenuta nella parentesi in cui la Marchesini era impegnata di nuovo a teatro. Il suo primo amore. “A teatro metto a bollire il cuore”, ripeteva in una delle sue bellissime frasi. Poi nel 2008 ancora la televisione, dopo una lunga assenza per la sua malattia, nella celebrazione dei 25 anni di attività del Trio. Tre anni più tardi, il suo primo romanzo ‘Il terrazzino dei gerani timidi’ che aveva venduto oltre 60mila copie. Nel 2014, sempre più provata dalla malattia, era stata ospite alla trasmissione ‘Che tempo che fa’ per presentare il suo libro ‘Moscerine’. In quella ultima apparizione tv, l’attrice, nonostante le difficoltà nei movimenti e nell’articolazione del linguaggio, si era mostrata ancora una volta nella sua incredibile autoironia.

Allora aveva annunciato che uno dei racconti del libro, ‘Cirino e Marilda non si può fare’, sarebbe diventato uno spettacolo teatrale. Spettacolo portato in tournée in tutta Italia, interrotto improvvisamente a maggio del 2016, a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute. La mattina del 30 luglio 2016, all’età di 62 anni, la regina delle imitazioni muore pochi giorni dopo aver presenziato alla laurea della figlia. Le sue ceneri sono state tumulate nel cimitero di Orvieto, nella cappella di famiglia. Ma anche su questo particolare l’attrice comica non ha perso l’autoironia. Sul suo sito ufficiale, ricordando gli esordi nelle stanze della sua amata Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, campeggia la sua frase: “Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri. E’ una aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato”.

#socialmediaitaly

 

Abbiamo pubblicato altri articoli che potrebbero essere di tuo interesse. Clicca qui

Categorie: Top news

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *