Aretha Franklin è scomparsa a 76 anni

Musica in lutto per la ‘Regina del Soul’, ribattezzata anche ‘Lady Soul’ per la sua capacità di essere unica in questo genere qualsiasi cosa cantasse e per le sue enormi qualità vocali. Aretha Louise Franklin, icona della musica gospel, soul e R&B, è scomparsa oggi, 16 agosto 2018, nella sua casa di Detroit. La soul singer, 76 anni, è morta per un cancro al pancreas che aveva dichiarato di avere qualche anno fa. Un successo indiscusso quello di ‘Lady Soul’, che si è aggiudicata ben ventuno premi Grammy (otto dei quali vinti consecutivamente nella stessa categoria dal ‘68 al ‘75). Tanto che in quel periodo il premio veniva chiamato ‘The Aretha Award’, ossia ‘Il premio Aretha’.

Nel 1987, la cantautrice e pianista statunitense la cui voce è stata definita una “meraviglia della natura”, è stata la prima donna a entrare a far parte della ‘Rock and Roll Hall of Fame’. La storia del Novecento è scandita e avvolta dalla sua epica voce. Difficile immaginare un mondo che non sia girato sulle note di ‘Natural Woman’, ‘Respect’, ‘Think’ o ‘Say a Little prayer’. Canzoni che hanno lasciato il segno e raccontato epoche, tempi e costumi. Senza se e senza ma. In una classifica stilata nel 2010 dalla rivista Rolling Stone tra i ‘100 Greatest Singers’ la ‘Regina del Soul’ si è piazzata al primo posto assoluto. Soul, gospel, blues, ma anche pop, rock, jazz. Aretha è stata un modello interpretativo e vocale raffinato e unico per chiunque abbia scelto e abbracciato con passione questo mestiere. 

La voce unica di ‘Lady Soul’, dai primi passi al successo

Aretha aveva mostrato sin da ragazzina la sua passione per il gospel e grande determinazione nel voler entrare nel mondo della musica come professionista. Le sue prime registrazioni erano state realizzate con incisioni delle funzioni religiose del padre da parte della JVB/Battles. Quattordicenne, la futura regina del soul aveva seguito il padre durante un viaggio di predicazione, sfoggiando il proprio repertorio gospel. Il successo era arrivato però nel bel mezzo della rivoluzione giovanile del ’68, quando vincendo per otto anni consecutivi il Grammy era diventata un simbolo indiscusso. Sia del ‘black power’, con la sua voce che trasudava sentimenti di libertà per il popolo nero, sia per le donne, come icona di indipendenza ed emancipazione.

Di quegli anni è la già citata ‘Respect’, diventata la sua canzone simbolo, tra i singoli di successo impressi nella storia. Una carriera sfavillante oscurata negli anni Settanta, quando il dilagare della disco music l’aveva apparentemente messa da parte. Il ritorno trionfale sulla scena, negli anni Ottanta, con il successo del film ‘The Blues Brothers’, che ha trasformato la sua ‘Think’ in un cult movie senza tempo. Nella pellicola interpretava la parte della moglie di Matt ‘guitar’ Murphy ed eseguiva la celebre canzone. Poi, nel 1982 l’album ‘Jump to It’, che l’aveva riportata in cima alle classifiche. Erano gli anni dei duetti ‘Sisters Are Doing for Themselves’ con gli Eurythmics e ‘I Knew You Were Waiting (For Me)’ con George Michael.

Gli ultimi anni della ‘Regina del Soul’ e la malattia

Aretha Franklin non era una voce qualsiasi, era la voce. ‘The Voice’, come Frank Sinatra, squisitamente brillante e pulita. Ed era capace di sorprendere sempre. Ai Grammy del 1998 aveva sostituito Luciano Pavarotti (colpito da un malessere), improvvisando in venti minuti un’interpretazione del ‘Nessun dorma’. Con una tonalità originale e cantando la prima strofa in italiano. Performance considerata tra le più grandi esibizioni di sempre ai premi americani. Sorprendente e forte. La ‘Regina del Soul’ non si è mai arresa. Neppure quando nel 2010 le era stato diagnosticato un cancro al pancreas. L’anno successivo aveva fatto sapere di essere perfettamente guarita.

E invece no. Il peggioramento delle sue condizioni di salute l’aveva costretta a cancellare una serie di concerti nel 2017. Sempre lo scorso anno aveva annunciato il suo ritiro dalle scene, sottolineando che avrebbe continuato ad incidere. Il suo ultimo concerto, nel giugno 2017: aveva salutato il pubblico con una frase: “per favore tenetemi presente nelle vostre preghiere”. Per il suo pubblico sarà impossibile dimenticare questa artista straordinaria che ha venduto oltre 75 milioni di dischi nel mondo e lasciato un segno indelebile nella storia della musica e non solo.

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