Il primo agosto del 1903 la scomparsa di Calamity Jane

Per essere una donna nel selvaggio West ci vuole fegato, e lei aveva coraggio da vendere. Oltre a una mira da far impallidire criminali e sceriffi. Calamity Jane, pseudonimo di Martha Jane Canary-Burke, è stata il primo pistolero donna della storia. Scomparsa il primo agosto di 115 anni fa, la signora più anticonformista della frontiera americana, era uno spirito solitario e avventuriero. Cavallerizza impareggiabile, eroina intrepida, pistolera infallibile. Che spesso vestiva da uomo ed esibiva armi, come testimoniano le tante fotografie in cui appariva. Ritratta ora col boccale in atto di brindare, ora in sella vestita da scout, ora col Winchester in pugno. Nativa del Missouri, Calamity Jane era nota per la sua attitudine alla sregolatezza, al gioco d’azzardo e all’alcol. Una vera celebrità in una società dalla visione puritana dell’universo femminile. Dove la donna doveva limitarsi a badare alla casa e ai figli.

Ecco perché l’anticonformismo della Burke, appariva singolare e riprovevole agli occhi dei più. E soprattutto delle donne, che non vedevano di buon occhio quel vizio dell’alcol. Una famosissima canzonetta che le donne amavano cantare ai mariti, dava il senso di come la pistolera fosse mal vista : “L’uomo che beve il vino rosso non avrà mai il mio cuore, l’uomo che è un bevitore di whisky non udirà mai il fruscìo del mio corsetto”. Jane, totalmente analfabeta, difficilmente riuscì a portare a termine un lavoro, anche perché licenziata molte volte. Soprattutto durante i lavori al seguito di carovane. Qui i comportamenti considerati amorali erano puniti e osteggiati, tanto che nella stragrande maggioranza dei casi l’utilizzo di sostanze alcoliche era proibito per tutta la durata della marcia. E ancora il lavoro al Wild West Show di Buffalo Bill,  poi come cercatrice d’oro.

La storia con Wild Bill, tra finzione e realtà

Calamity Jane era una vera pistolera e una combattente. Non aveva infatti rinunciato a partecipare agli scontri militari con i nativi indiani. Proprio durante uno di questi conflitti, a cavallo tra il 1872 e il 1873, secondo la leggenda, si era guadagnata il soprannome di Calamity Jane, nel Wyoming a Goose Creek. Nel 1876, si era stabilita nelle Black Hills, in South Dakota. Qui aveva fatto amicizia con Dora DuFran, per la quale lavorava occasionalmente. E durante uno dei viaggi al seguito delle carovane, aveva conosciuto James Butler Hickok, conosciuto anche come Wild Bill Hickok. Il loro rapporto è ancora oggi oggetto di controversie. C’è chi sostiene che tra i due ci fosse una forte passione amorosa, e chi invece ritiene che Wild Bill nutrisse, nei suoi confronti, una vivida antipatia.

Fatto sta che dopo la morte di Wild Bill, la pistolera più famosa del West aveva rivendicato di essere stata sposata con lui, e che egli fosse il padre di sua figlia Jean, nata tre anni prima. Ad avvalorare la tesi di una loro relazione furono trovate, solo dopo la morte del presunto padre, alcune lettere da lei indirizzate alla figlia, che affidò a un tale Jim ‘O Neil. In queste Jane dichiarava alla bambina, allora di quattro anni, la paternità di Hickok. L’intento della paladina dell’anticonformismo, con quelle lettere, non sarebbe stato quello di instaurare un dialogo alla pari, bensì quello di delineare ed affidare all’ignota erede un proprio ritratto, per certi versi molto vicino ai toni di un testamento spirituale. Per Janey era realmente disposta a tutto, sia a far resuscitare una femminilità troppo presto rigettata, sia a leggere ed istruirsi per ingentilire la propria immagine.

Calamity Jane in un film e in un fumetto di Tex Willer

La storia di questa donna di frontiera è raccontata nel film diretto nel ’53 da David Butler, ‘Non sparare, baciami! (Calamity Jane)’. Non solo. La coppia Calamity Jane e Wild Bill appare in un fumetto di Tex Willer. Qui la donna vendica la morte del suo amato lasciando ad ognuno dei cinque assassini una delle carte da gioco che aveva nelle mani Wild Bill al momento della sua uccisione. Di fianco alla tomba di Wild Bill Hickok, nel cimitero di Deadwood, è stata scavata quella di Calamity Jane. Sarebbe stata lei a volerlo, per riposare in eterno di fianco all’uomo che amava. Qualcuno invece pensa si tratti di leggenda, convinto che la pubblica opinione volesse vedere qualcosa che non c’era, allo scopo di unire le due icone western in un unico romanzo rosa.

Un altro mistero è quello dell’aspetto di Calamity Jane: un maschiaccio oppure una bionda attraente, come la descrive Gino D’Antonio nell’episodio ‘Vento d’autunno’ della serie a fumetti ‘Storia del West’. E anche nel film ‘Non sparare, baciami’, c’è la bella Doris Day nei panni dell’eroina in gonnella con la pistola. Intrepida guerriera della Frontiera, la realtà però ci parla di una donna dai modi rozzi la cui femminilità era spesso sepolta sotto un atteggiamento sfrontato e poco aggraziato. Vestiva, parlava, cavalcava e sparava come un uomo. Ma è stata, in fin dei conti, una figlia anticonformista del suo tempo.

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