Ventiquattro anni senza ‘Mr. Volare’

“In una stazione radio del Michigan o dell’Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo arrivarono duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L’exploit di ‘Volare’ nacque così”. Un aneddoto raccontato spesso da Domenico Modugno, cantautore e attore simbolo di orgoglio nazionale amato in tutto il mondo per quelle note sussurrate ‘Nel blu dipinto di blu’. Scomparso a Lampedusa il 6 agosto del ’94, Modugno era stato ribattezzato ‘Mr. Volare’ per quel capolavoro che ha venduto 800mila copie solo in Italia e oltre 22 milioni nel mondo. Canzone con cui, nel ’58, aveva vinto Sanremo (vinse ben quattro volte sul palco dell’Ariston). Considerato uno dei padri della canzone italiana, ma anche uno tra i più prolifici artisti in generale, con circa 230 canzoni scritte e incise, 38 film interpretati per il cinema e 7 per la televisione, tredici spettacoli teatrali.

Non basta. Modugno è anche uno dei due cantanti italiani, insieme a Renato Carosone, ad aver venduto dischi negli Stati Uniti senza inciderli in inglese. È tra gli artisti del Belpaese ad aver venduto più dischi, con oltre 70 milioni di copie. Il suo successo di sempre, ‘Nel blu dipinto di blu’, secondo i dati riportati dalla SIAE, è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal ’58 a oggi. Originario di Polignano a mare, classe ’28, Mimì (così lo chiamavano in famiglia) durante l’adolescenza impara a suonare la chitarra, grazie agli insegnamenti del padre, e la fisarmonica. Nel ’47 si trasferisce, all’insaputa del padre, a Torino per cercare fortuna. Lavora prima come cameriere e poi come apprendista gommista, alloggiando in una baracca in affitto. Poi il servizio militare a Bologna, e il ritorno a casa in Puglia. Si lascia crescere i baffi e comincia a esibirsi con la fisarmonica nelle serenate alle ragazze, conquistandosi la fama di sciupafemmine.

Domenico Modugno e la storia di una carriera eccezionale

La carriera di Modugno decolla negli anni Cinquanta. Si è trasferito a Roma, dove vince una borsa di studio da cinquantamila lire al mese alla scuola per attori del Centro Sperimentale di Cinematografia. Qui conosce una giovane aspirante attrice siciliana, Franca Gandolfi, che diventerà poi sua moglie nel ’55. La sera comincia a esibirsi al Circolo Artistico di via Margutta, con un repertorio di canzoni in dialetto salentino di sua composizione e di brani popolari. Poi le prime comparse cinematografiche e un contratto discografico con l’RCA Italiana, per la quale comincia a pubblicare i primi dischi a 78 giri e a 45 giri, con canzoni composte in dialetto cantando di minatori e personaggi pittoreschi. Poi i successi come ‘La donna riccia’ e ‘Vecchio frac’, canzone passata all’inizio inosservata ma poi incardinata tra le sue note più celebri.

Diviene uno dei protagonisti della musica leggera italiana e internazionale quando, con ‘Nel blu dipinto di blu’, trionfa al Festival di Sanremo del 1958 insieme con Johnny Dorelli. Il testo della canzone, scritto insieme con Franco Migliacci, viene tradotto in ben 13 lingue. Le versioni sulla nascita di questo capolavoro sono tante: da quella dello stesso Modugno, nel sostenere che l’idea del ritornello ‘Volare, oh oh’ gli era venuta una mattina osservando il cielo azzurro dalla finestra della sua casa di piazza Consalvi a Roma. A quella di Migliacci che invece affermava che l’idea era venuta a lui, osservando il quadro ‘Le coq rouge’ di Marc Chagall. Fatto sta che nasce una delle canzoni italiane più famose al mondo. Capace di arrivare terza all’Eurovision Song Contest e vincere tre Premi Grammy, oltre ad essere il disco dell’anno nel ’58. Il cantautore conquista l’America, e nel tour negli States viene ribattezzato ‘Mr. Volare’.

Dalla popolarità internazionale all’ultimo concerto a Polignano

Dal successo italiano, alla popolarità internazionale. Negli anni Sessanta ‘Mr. Volare’ collabora anche con Salvatore Quasimodo, che dopo averlo conosciuto lo autorizza a mettere in musica le sue due poesie ‘Ora che sale il giorno’ e ‘Le morte chitarre’. Pier Paolo Pasolini scrive con lui il testo della canzone ‘Che cosa sono le nuvole’. Modugno recita in ‘Capriccio all’italiana’, nell’episodio ‘Cosa sono le nuvole’, e dal titolo del film nasce anche la canzone. Nel ’68 esce un altro suo successo cult, ‘Meraviglioso’, canzone scartata dalla giuria selezionatrice a Sanremo. “Non fu capita immediatamente”, racconterà lo stesso Modugno. Inoltre, il tema del racconto di un tentativo di suicidio, proprio l’anno successivo alla tragica scomparsa di Luigi Tenco, viene giudicato inopportuno. L’anno dopo sforna un altro dei suoi successi, ‘La lontananza’. Scritta con Enrica Bonaccorti, conosciuta durante l’allestimento di uno spettacolo teatrale, la canzone arriva al primo posto delle classifiche.

Domenico Modugno, volare nel blu dipinto di blu

Nel luglio ’91 ha un lieve attacco cardiaco, ma l’anno dopo torna per l’ultima volta negli Stati Uniti per una tournée di sette concerti. Poi il concerto di Polignano a Mare, sua città d’origine, il 26 agosto del ’93. L’ultimo grande concerto della carriera, alla presenza di 70mila persone in occasione della ‘riappacificazione con i polignanesi’ per essersi sempre dichiarato siciliano. La manifestazione di tre giorni chiamata ‘Modugno torna a casa’, ideata e diretta dal regista Gianni Torres, lo vide sfilare lungo la costa di Polignano a bordo di una barca come si fa il 15 giugno di ogni anno per il patrono locale. Alla testa di un corteo di barche, per poi attraversare il paese baciando bambini e stringendo mani a bordo della famosa Lancia Aurelia B24 del film ‘Il sorpasso’. E quell’ultimo concerto, dove dichiarò davanti a tutti: “Chiedo scusa, ma per la fame avrei anche detto di essere giapponese!”.

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