Cinque anni fa la scomparsa di Little Tony, il ragazzo col ciuffo

A sedici anni andò a Londra senza una lira in tasca e senza sapere una parola d’inglese. Ma quando uno degli autori di Elvis Presley scrisse per lui ‘Too Good’, quel ragazzo italiano arrivò nella top venti inglese del 1959. Fu l’inizio della carriera straordinaria di Little Tony, nome d’arte di Antonio Ciacci, scomparso a Roma il 27 maggio di cinque anni fa. Nato a Tivoli ma sammarinese da sette generazioni, l’interprete di successi come ‘Cuore matto’, ‘Riderà’ e ’24 mila baci’, ebbe subito la musica nel sangue. Una passione di famiglia. Suo padre Novino, cantante e fisarmonicista, uno zio, Settembrino, chitarrista. E i suoi due fratelli, Enrico, chitarrista, e Alberto, bassista. Le sue prime pedane furono i ristoranti dei Castelli Romani, i locali da ballo, le balere e i teatri d’avanspettacolo. Nel ’58, durante uno spettacolo allo Smeraldo di Milano, fu notato da un impresario inglese, Jack Good, che lo convinse a partire con i suoi fratelli per l’Inghilterra.

Da allora Antonio divenne Little Tony, in omaggio a Little Richard, il cantuatore statunitense meglio conosciuto come ‘The original king of rock and roll’,  il vero re del rock and roll.  Il gruppo ‘Little Tony and His Brothers’, ebbe un tale successo da indurre Little Tony a restare in Inghilterra per alcuni anni. Quel ragazzo italiano con il rock nel sangue, pochi soldi ma tanti sogni in tasca, ha raccontato tanti aneddoti di quegli anni. Come quando prendeva il treno a carbone direzione Manchester, dove andava in onda il programma ‘Boys Meet Girls’, che fece la storia del rock in tv. Tra il ’58 e il ’60 incise innumerevoli singoli come ‘Lucille’, ‘Johnny B. Goode’, ‘Shake rattle and roll’. E alcuni successi del ragazzo col ciuffo divennero la colonna sonora di film come ‘Blue monday’, ‘Il gangster cerca moglie’, ‘Che tipo rock’.

Dall’Inghilterra ai successi italiani, i ’24 mila baci’ di un ‘cuore matto’

Rientrato in Italia dopo l’avventura inglese, nel ’61 Little Tony partecipò al Festival di Sanremo. In coppia con Adriano Celentano, cantò l’indimenticabile ’24 mila baci’, classificandosi al secondo posto. Fu l’inizio di tanti successi: l’anno dopo la canzone ‘Il ragazzo col ciuffo’, lo fece volare ai primi posti della classifica. Ma il vero trionfo arrivò al Cantagiro del ’66: sulle note di ‘Riderà’, pur non vincendo, venderà oltre un milione di copie. L’anno dopo, un altro boom: la sanremese ‘Cuore matto’, prima in classifica, restò al top della classifica per nove settimane consecutive. Un successo straordinario che aprì al ragazzo col ciuffo la strada per molti paesi, in Europa e in America del sud. Intanto, successo dopo successo, tra ‘Bada bambina’ e ‘La spada nel cuore’, Little Tony fondò una propria etichetta, la ‘Little Records’. Senza mai dimenticare il suo maestro: nel ’75 incise l’album ‘Tony canta Elvis’, interpretando i successi dell’icona rock di Memphis.

Little Tony, 'cuore matto' e rock and roll

Poi l’avventura, negli anni Ottanta, con Bobby Solo e Rosanna Fratello: dalle loro iniziali nacque il supergruppo ‘Ro.Bo.T.’, che riscosse un certo successo. Furono gli anni di ‘The love boat’, Profumo di mare, sigla dell’omonima e fortunata serie televisiva. E furono gli anni in cui Little Tony e Bobby Solo, con la loro carriera parallela e il loro amore per il rock e per Elvis, sembrarono quasi rivali. Ma solo agli occhi di un pubblico meno attento: nel 2003, duettando a Sanremo con ‘Non si cresce mai’, i due cantanti furono protagonisti di un vero e proprio inno all’amicizia. Giocando su quella sana rivalità, raccontarono una storia di condivisione e stima. Tra televisione, tour all’estero e l’ultimo Sanremo, la carriera straordinaria del ragazzo col ciuffo fu avvolta da una carrellata di applausi di quel pubblico che non ha mai smesso di amarlo. Un pubblico che nel 2006 fu in apprensione quando quel cuore matto gli fece un brutto scherzo.

L’ultimo Little Tony tra tour all’estero e apparizioni tv

Il 23 aprile 2006, durante un concerto tenutosi al ‘Contessa Banquet Hall’ di Ottawa organizzato per la comunità italo-canadese, Little Tony venne colpito da un infarto, dal quale poi si ristabilì. Due anni dopo partecipò ancora al Festival di Sanremo col brano ‘Non finisce qui’. La canzone fu un’autobiografia autentica e la testimonianza del coraggio di un’anima rock. ‘Riparto da qui, e la chitarra suona ancora dolcemente’, cantò per celebrare il suo ritorno sul palco dell’Ariston, quel palco che fu tutto per la sua carriera. Nel 2011 festeggiò 70 anni e per l’occasione pubblicò l’album È impossibile’. Due anni dopo, perdendo la battaglia con la malattia, l’addio di ‘cuore matto’ la sera del 27 maggio del 2013.

Fu la fine di quel viaggio incredibile, di una vita per il rock and roll, tra musica e cinema. Anzi, una vita con due amori: il rock e la figlia Cristiana, l’unica donna della sua vita nonostante il via vai di fidanzate. Little Tony fece la sua ultima apparizione televisiva  il 9 marzo nel programma ‘I migliori anni’ di Carlo Conti, cantando quei successi evergreen, ‘Riderà’ e ‘Cuore matto’. Raccontò i retroscena di quelle canzoni senza tempo, amatissime dal grande pubblico. Prima di cantare ‘Cuore matto’, ricordò il giorno in cui andò a fare le prove per poi inciderla, ed era poco convinto della canzone, la considerava una canzoncina. Per di più aveva già inciso ‘Riderà’. Dopo le prove si sedette e dietro di lui sentì una voce dirgli: “Hai una canzone che venderà milioni di dischi, è un’idea… fantastica!”. Quella voce era Domenico Modugno.

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