Quel sogno di volare dei fratelli Wright lungo un secolo

Sognava un futuro in cui l’uomo avrebbe navigato i cieli. E ci riuscì, insieme a suo fratello con cui condivise adrenalina, invenzioni e successi. La più importante, datata 17 dicembre 1903, aver fatto volare una macchina motorizzata ‘più pesante dell’aria’ con un pilota a bordo. Il primo aeroplano della storia, il Wright Flyer. La storia personale e professionale di Wilbur Wright, aviatore, ingegnere e inventore statunitense, va di pari passo con quella di Orville. Quando si parla di Wilbur non si può prescindere da Orville, e viceversa. Insomma, i fratelli Wright e un unico sogno. Centosei anni fa, il 30 maggio del 1912, con la scomparsa di Wilbur Wright se ne andava uno dei pionieri dell’aviazione, e il primo rivoluzionario dell’aeronautica moderna. Lui che riuscì a far alzare ben quattro volte dal suolo il Flyer, primo velivolo a motore creato con il fratello. Ottenendo un volo duraturo e sostanzialmente controllato.

Il Wright Flyer fu il primo aeroplano della storia. Ma molti pionieri dell’aviazione non ci stavano, volendo ottenere questo straordinario primato che ha affascinato l’uomo sin dalla notte dei tempi. Volare. Tra il 1906 e il 1908, diversi colleghi dei fratelli Wright, dall’Europa all’America si erano cimentati nella costruzione di macchine volanti, con tanto di dimostrazioni pubbliche. In Francia, in particolare, dove i voli di Santos-Dumont del 1906 avevano creato intorno all’aviazione un clima di grande entusiasmo, l’opinione pubblica era molto scettica rispetto alle rivendicazioni dei Wright. Ma appena videro volare Wilbur, che compì il suo primo decollo europeo l’8 agosto 1908, i francesi cambiarono radicalmente idea, seguiti ben presto dal resto del mondo. Nel corso del suo tour europeo, Wilbur rimase in aria per oltre due ore alla volta, trasportando in volo una sessantina di passeggeri per dimostrare che il suo aereo era sicuro.

La creatività di Wilbur Wright, dalle biciclette al primo aeroplano

Prima ancora di rivoluzionare il mondo dei cieli, Wilbur Wright, sempre insieme al fratello Orville, aveva svolto due attività, tra macchine per la stampa, giornali e biciclette. Creativo e pieno di risorse, nel 1889 si era dedicato alla progettazione e alla costruzione di macchine da stampa, per poi iniziare a stampare il giornale settimanale ‘West Side News’, seguito per pochi mesi dal quotidiano ‘Evening Item’. Wilbur faceva il redattore, Orville l’editore. Tre anni dopo, quando negli States esplose la moda della bicicletta, i due fratelli aprirono a Dayton un negozio che chiamarono Wright Cycle Exchange, e più tardi Wright Cycle Company. Dalle riparazioni al noleggio, Wilbur e Orville diventarono poi produttori di biciclette progettate e costruite integralmente dalla straordinaria coppia. I prezzi, molto competitivi: 18 dollari per una bicicletta uscita dalla loro officina.

Fu proprio il lavoro con le biciclette, a migliorare le competenze dei fratelli Wright a proposito di costruzioni meccaniche. Wilbur aveva ottenuto i fondi e le attrezzature necessari di cui avevano bisogno per dedicarsi allo studio dei voli. I due fratelli si erano appassionati alle vicende del pioniere dell’aviazione tedesco Otto Lilienthal, che con i suoi alianti e deltaplani era riuscito a compiere voli di notevole lunghezza. Fu la sua morte nel 1896 a spingerli a intraprendere un’indagine approfondita delle possibilità del volo umano. Nonostante il tragico destino di Lilienthal i fratelli Wright avevano adottato la sua stessa strategia. Quella di ‘saltare prima di volare’ e cioè di studiare con attenzione i problemi di aerodinamica delle superfici e di controllo del volo, per dedicarsi solo in seguito all’installazione di un motore sui velivoli. Così prova dopo prova, tra alianti e controlli sul volo, la scoperta storica del 1903, con il Wright Flyer.

Il ‘Military Flyer’ e i voli del cuore dei fratelli Wright 

Wilbur e Orville avevano poi messo a punto il ‘Military Flyer’, versione modificata del ‘Wright Model A’, un velivolo acquistato dall’esercito degli Stati Uniti nel 1909. Un biplano canard (cioè con lo stabilizzatore-equilibratore collocato frontalmente anziché in coda), con un solo motore che metteva in moto due eliche controrotanti. La struttura era lignea, e le ali erano ricoperte di tela. Il ‘Military Flyer’ è tuttora conservato presso il padiglione dedicato all’aviazione pionieristica del National Air and Space Museum della Smithsonian Institution di Washington, D.C. Tante le imprese di Wilbur, come quando a New York aveva compiuto uno spettacolare volo sul fiume Hudson, in occasione della festa Hudson-Fulton. Girando intorno alla Statua della Libertà sotto gli occhi di un milione di persone.

Imprese pubbliche adrenaliniche, ma anche voli del cuore molto speciali per il pioniere dell’aviazione. Il 25 maggio 1910, vicino a Dayton, Orville gli aveva regalato una straordinaria avventura. Aveva compiuto un volo di sei minuti con Wilbur come passeggero, e fu l’unica volta che i due fratelli volarono insieme. Avevano infatti promesso al padre che non avrebbero mai volato contemporaneamente sullo stesso aereo, per evitare il rischio di una doppia tragedia. Questa volta, però, avevano ricevuto dal reverendo Wright il permesso di volare insieme. Dopo quel volo unico dei due fratelli inventori, Orville, mentre Wilbur era col naso all’insù ad osservarlo, aveva condotto in volo Milton, il suo genitore ottantaduenne. Rimanendo in aria per sette minuti. Fu l’unica volta che Milton Wright volò in tutta la sua vita. L’aereo si alzò a quasi 110 metri di quota, mentre l’anziano pastore urlava a suo figlio ‘Più in alto, Orville, più in alto!’.

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